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Cani (Primo Studio) di Vincenzo Manna al Teatro Vascello

30.11.2016 09:51

Cani, testo scritto e diretto da Vincenzo Manna, vincitore del CassinOff 2014, è allestito per la prima volta in forma di studio al Teatro Vascello di Roma. L’inizio dello spettacolo è caratterizzato da un buio e un silenzio totali bruscamente interrotti da una musica e illuminazione psichedelica: lo spettatore, che con difficoltà intravede due figure, viene posto davanti ad una scenografia scarna, quasi assente, ma dalla forte capacità comunicativa e narrativa.

Grazie all’ingegnose trovate tecniche messe in scena ed alla grande carica emotiva della recitazione dei tre attori (Federico Brugnone, Aram Kian, Zoe Zolferino), il lungo corridoio della Sala Studio da non-luogo, vago e spoglio, si trasforma in una postazione d’alta montagna, in una zona di  confine tra due paesi differenti per etnia e religione.

Collocato in una immaginaria cornice naturale impervia, lo spettatore diventa testimone della reale solitudine e violenza dei protagonisti, due soldati che, isolati e abbandonati dal resto del mondo, si limitano a seguire rigidamente i dettami e i dogmi indicati da un ipotetico gruppo di comandanti. L’arrivo imprevisto di una giovane donna, tuttavia, farà emergere un ulteriore motivo di conflitto e di scontro all’interno del loro rapporto e della loro psiche.

Il tema dell’abbrutimento, dell’alienazione, della perdita della personalità sono rappresentati con uno stile fortemente poetico e con un linguaggio teatrale altamente espressivo: il latrato dei cani, la continua pioggia, il nemico presente ma invisibile, sono altri protagonisti con cui viene interpretata la violenza animalesca e il lento scivolare nella follia, nella inarrestabile degenerazione della mente e del corpo.

La montagna e il confine che essa stessa rappresenta diventano, quindi, simboli di quel limite, sempre sottile e labile in condizioni di guerra, tra lucidità e alienazione, vittima e carnefice, identità e diversità. 

 

Eleonora De Caroli